COVIID19 – ACCORDO DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NEI BALCANI

Si parla tanto della sospensione e limitazione degli accordi della libera circolazione delle persone e delle merci a seguito dell’emergenza COVID19. In un momento di grande sofferenza per la salute delle persone, ma altrettanto serio per la “salute” delle economie di tutti i paesi, la Comunità dei Trasporti dell’Europa Sudorientale e CEFTA hanno firmato una proposta comune per la migliore gestione del trasporti e il commercio delle merci, specie quelle di prima necessità. La proposta è stata approvata dal Governo Albanese con il Decreto n. 269 del 01.04.2020.

 

La Comunità dei Trasporti dell’Europa Sudorientaleè un’organizzazione intergovernativa tra i paesi della Comunità Europea e quelli dei Balcani Occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kossovo, Macedonia, Montenegro e Serbia) e ha come obbiettivo l’integrazione progressiva del settore dei trasporti tra le parti, nonché un adeguamento delle normative e delle procedure dei paesi dell’Europa Sudorientale con quegli europei. I primi dovranno, soprattutto, sviluppare sistemi di trasporto intermodali intelligenti e semplificare le procedure doganali, avvicinandosi il più possibile all’acquis.

 

CEFTA, invece, è un accordo centro europeo di libero scambio, che pian-piano ha visto uscire maggior parte dei suoi stati membri, entrati a far parte nella CE, diventando attualmente una specie di anticamera verso l’adesione, fine ultimo per tutti i paesi membri.

 

In data 16 marzo 2020 la Commissione Europea ha richiesto la chiusura per 30 giorni dei confini esterni della Comunità, sospendendo la libera circolazione delle persone, ma lasciando intaccata, salvo alcune deroghe, la libera circolazione delle merci. I paesi balcanici stanno adottando regole, a volte contrastanti tra di loro, creando confusione e lunghe file nelle dogane dei paesi coinvolti, un fattore negativo per la regolare fornitura di merci di prima necessità e fondamentali per il superamento della crisi. Per questo motivo le due organizzazioni intergovernative hanno deciso di adottare una proposta unica che possa nel frattempo, fino alla fine della crisi sanitaria ed economica, evitare l’interruzione della fornitura di beni primari. Inoltre, in questo modo si evita di lasciare indietro ognuno degli stati membri, non modificando in alcun modo le procedure doganali e di controllo, ma aggiungendo solo nuove misure per affrontare la situazione creata.

 

Alla base della proposta stanno due pilastri importanti: l’identificazione di un numero limitato di punti di transito transfrontalieri prioritari, che dovranno continuare a funzionare in qualsiasi circostanza e grado di emergenza, e, l’identificazione di una serie di “corridoi verdi” che collegheranno i paesi balcanici tra di loro, insieme ad un numero limitato di stazioni di servizio a disposizione dei camion.

Il perno di tutta la proposta è l’informazione continua tra i paesi coinvolti che rispetterà criteri di immediatezza e completezza.

 

Il 70% del fabbisogno di merci dei paesi balcanici è soddisfatto attraverso l’importazione dalla CE, per cui garantire questi flussi è di vitale importanza per tutti.

Secondo il documento approvato da tutti gli stati membri, il tempo stimato per la permanenza dei mezzi di trasporto nel loro territorio è di 12 ore, sufficiente per il carico e lo scarico delle merci. In tutto questo processo verrà data priorità ai beni di prima necessità, come medicinali, forniture sanitarie, alimenti per le persone e per gli animali, creando un codice unico doganale di 8 cifre, dedicato all’emergenza.

Relativamente all’aspetto sanitario, gli stati membri si sono accordati di non vietare in alcun modo il passaggio di autisti e membri dell’equipaggio che risultano in buona salute secondo gli orientamenti dell’OMS.

Un altro aspetto importante che questa proposta sottolinea è la previa comunicazione elettronica di tutta la documentazione doganale alle autorità competenti tra gli stati membri e la creazione di una piattaforma digitale verso i confini esterni della Comunità Europea. Inizialmente questa piattaforma dovrà mettersi in moto attraverso un call center che informerà gli autisti sui tempi di attesa nei punti di controllo, dando la possibilità di un avvicinamento programmato presso le dogane.

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